Servizi

Dalla valutazione all’intervento, fino alla formazione.

I servizi sono raccolti in quattro aree. Ogni intervento viene costruito sulle caratteristiche, sulle abilità e sui bisogni specifici della persona, e monitorato attraverso l’osservazione diretta e la raccolta sistematica dei dati.

Area 1 di 4

Valutazione e progettazione

Dal primo colloquio al piano individualizzato: capire cosa serve prima di decidere come intervenire.

Primo colloquio e analisi della richiesta

Il primo colloquio consente di comprendere le esigenze della famiglia, le principali difficoltà del bambino e il tipo di supporto richiesto, per valutare l’appropriatezza della presa in carico. Se si decide di proseguire, viene svolta un’intervista approfondita con i genitori o caregiver per individuare le priorità e definire gli obiettivi del percorso.

Osservazione comportamentale

L’osservazione viene effettuata, quando possibile e necessario, nei contesti in cui le abilità o le difficoltà si manifestano: casa, scuola, centro educativo. Lo scopo è descrivere in modo concreto ciò che la persona fa, in quali condizioni un comportamento si presenta e quali conseguenze possono mantenerlo. Non si limita alle difficoltà: considera anche abilità già acquisite, punti di forza, interessi e competenze emergenti.

Valutazione delle abilità e dei bisogni individuali

Permette di definire il profilo di funzionamento della persona e individuare le abilità da potenziare, attraverso colloqui, osservazioni dirette, raccolta dei dati e strumenti coerenti con gli obiettivi.

  • Comunicazione
  • Abilità sociali
  • Gioco e tempo libero
  • Prerequisiti dell’apprendimento
  • Autonomie personali, domestiche e sociali
  • Partecipazione alle attività quotidiane
  • Tolleranza dei cambiamenti e delle attese
  • Regolazione del comportamento
  • Generalizzazione e mantenimento delle abilità

Valutazione funzionale dei comportamenti

Serve a comprendere le variabili che influenzano i comportamenti problema — quelli che interferiscono con l’apprendimento, la partecipazione o la vita quotidiana: definizione operazionale, raccolta di informazioni da genitori e insegnanti, osservazione di antecedenti e conseguenze, ipotesi sulla funzione, individuazione di strategie preventive e abilità alternative da insegnare. Prima di attribuire una funzione esclusivamente comportamentale vengono considerati anche fattori medici, sensoriali, comunicativi e ambientali.

Progettazione di interventi ABA individualizzati

Sulla base della valutazione viene predisposto un piano con obiettivi osservabili, misurabili e significativi per la vita quotidiana della persona. Nel piano sono specificati obiettivi, procedure di insegnamento, aiuti, modalità di rinforzo, criteri di acquisizione e modalità di raccolta dei dati.

Area 2 di 4

Intervento e accompagnamento

La messa in pratica: supervisione degli operatori, parent training, monitoraggio dei progressi sui dati.

Supervisione degli interventi ABA

Rivolta ai Tecnici del Comportamento, agli educatori e agli operatori coinvolti nell’attuazione del piano: osservazione dell’applicazione delle procedure, dimostrazione degli interventi, formazione pratica, feedback specifici, analisi dei dati e aggiornamento degli obiettivi. Permette di mantenere coerenza fra tutte le persone coinvolte, nel rispetto del ruolo e delle competenze di ciascuno.

Monitoraggio dei progressi

I progressi vengono verificati attraverso dati osservabili, non attraverso impressioni generali: se le abilità previste vengono acquisite, se gli obiettivi sono adeguati, se le procedure sono applicate correttamente, se i risultati si mantengono nel tempo e in contesti diversi. I dati vengono analizzati e condivisi periodicamente con la famiglia e con l’équipe, in un linguaggio comprensibile e rispettoso.

Parent training

Un percorso strutturato di formazione e accompagnamento per genitori e caregiver: osservare e descrivere i comportamenti, riconoscere le condizioni che li influenzano, applicare con coerenza le procedure del piano, sostenere comunicazione e autonomie, riconoscere e rinforzare i progressi. Non consiste nella consegna di indicazioni scritte: le procedure vengono spiegate, mostrate concretamente, esercitate insieme e accompagnate da feedback.

Consulenza comportamentale nelle difficoltà alimentari

Percorsi rivolti alle famiglie di bambini con selettività alimentare, comportamenti di rifiuto o difficoltà nella partecipazione al pasto: analisi della storia alimentare e delle routine, osservazione dei comportamenti di accettazione ed evitamento, obiettivi misurabili, strategie individualizzate come esposizione graduata, shaping, rinforzo differenziale e fading. Prima dell’avvio vengono considerati gli aspetti medici, nutrizionali, sensoriali, oro-motori e di deglutizione; quando necessario l’intervento entra in una presa in carico multidisciplinare.

Interventi per le autonomie personali e sociali

Percorsi per favorire indipendenza e partecipazione nei diversi ambienti di vita: cura personale, organizzazione delle routine, abilità domestiche, uso funzionale del tempo libero, spostamenti, accesso a negozi e servizi, comunicazione nei contesti sociali, regole di sicurezza. Le abilità vengono suddivise in passaggi insegnabili e adattate all’età e alle opportunità reali della persona.

Area 3 di 4

Servizi per scuole, équipe ed enti

Il lavoro con i contesti: consulenza scolastica, coordinamento dell’équipe, progettazione di servizi.

Consulenza scolastica

Rivolta a insegnanti, educatori, ASACOM e alle altre figure coinvolte nel percorso educativo: osservazione nel contesto scolastico, individuazione delle abilità prioritarie, analisi delle condizioni che facilitano o ostacolano la partecipazione, strategie per comunicazione, autonomia e inclusione, adattamento delle attività, confronto periodico con famiglia ed équipe. L’obiettivo è costruire strategie sostenibili, applicabili nelle reali routine della classe.

Coordinamento dell’équipe multidisciplinare

Condivisione degli obiettivi e definizione dei ruoli, organizzazione degli incontri, condivisione di informazioni e dati, verifica dei progressi, raccordo fra famiglia, scuola, tecnici e professionisti. In base ai bisogni possono essere coinvolti medici, neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, nutrizionisti, terapisti della neuro e psicomotricità, terapisti occupazionali, educatori e insegnanti: ciascuno contribuisce nel rispetto delle proprie competenze.

Consulenza scientifica e progettazione di servizi

Per cooperative, enti, istituti scolastici e organizzazioni: analisi dei bisogni, definizione del modello operativo, progettazione dei percorsi, indicatori di esito, organizzazione e formazione dell’équipe, procedure e strumenti di monitoraggio, supervisione dell’attuazione, valutazione della qualità del servizio e coordinamento scientifico di corsi di formazione.

Area 4 di 4

Formazione

Corsi per Tecnici del Comportamento, professionisti sanitari, insegnanti e personale scolastico.

Formazione per Tecnici del Comportamento e professionisti sanitari

Sono referente scientifico e docente del corso per Tecnico del Comportamento presso l’Istituto di Sociologia “Luigi Sturzo” di Caltagirone. Il percorso è rivolto a Tecnici del Comportamento, educatori, ASACOM e professionisti sanitari — psicologi, psicoterapeuti, logopedisti. Per le professioni sanitarie ammesse è previsto il riconoscimento di 50 crediti ECM, secondo le modalità stabilite dal provider accreditato.

  • Osservazione, misurazione e valutazione funzionale del comportamento
  • Procedure di insegnamento, prompting e rinforzo
  • Comunicazione funzionale e sviluppo delle autonomie
  • Prevenzione e gestione dei comportamenti che interferiscono
  • Raccolta, rappresentazione e interpretazione dei dati
  • Generalizzazione e mantenimento delle abilità
  • Collaborazione con famiglie ed équipe multidisciplinari
  • Responsabilità etiche e limiti del ruolo professionale

Supervisione per il conseguimento della certificazione di Tecnico del Comportamento

Svolgo attività di supervisione nell’ambito dei percorsi finalizzati al conseguimento della certificazione come Tecnico del Comportamento, secondo i requisiti stabiliti da IACABAI, IBAO e ABAIT. La supervisione comprende la pianificazione e il monitoraggio della pratica, l’osservazione diretta o tramite registrazioni video, l’analisi dei casi, la valutazione delle competenze, il feedback e la predisposizione della documentazione richiesta.

Formazione per insegnanti e personale scolastico

Incontri formativi sui temi dell’autismo, dei Bisogni Educativi Speciali e dell’inclusione: comprensione del comportamento, organizzazione preventiva dell’ambiente, comunicazione e supporti visivi, motivazione e rinforzo, abilità sociali, transizioni, autonomie scolastiche, collaborazione scuola-famiglia-équipe e promozione del benessere nel gruppo classe. I contenuti vengono adattati alle esigenze dell’istituto e accompagnati da esempi applicativi.

Metodo di lavoro

Ogni percorso attraversa cinque fasi.

  1. 01

    Analisi della richiesta

    Vengono raccolte le informazioni necessarie per comprendere le esigenze della persona, della famiglia o del servizio.

  2. 02

    Osservazione e valutazione

    Si osservano abilità, difficoltà, contesti e variabili rilevanti, con strumenti coerenti con gli obiettivi.

  3. 03

    Definizione degli obiettivi

    Gli obiettivi vengono stabiliti insieme alle persone coinvolte e formulati in maniera concreta, osservabile, misurabile e significativa.

  4. 04

    Progettazione e attuazione

    Viene predisposto un piano individualizzato che descrive procedure, responsabilità, modalità di insegnamento e raccolta dei dati.

  5. 05

    Monitoraggio e revisione

    I risultati vengono verificati periodicamente. Il piano viene mantenuto, aggiornato o modificato sulla base dei dati raccolti e delle risposte della persona.

Domande frequenti

Le domande che mi vengono fatte più spesso.

È un approccio scientifico allo studio del comportamento che utilizza l’osservazione diretta e la raccolta sistematica dei dati per progettare interventi individualizzati. Gli obiettivi sono osservabili e misurabili, e i risultati vengono verificati sui dati e non su impressioni generali.

No. L’Analisi del Comportamento Applicata non è un trattamento riservato all’autismo, ma una disciplina scientifica che studia le relazioni tra comportamento e ambiente.

I suoi principi possono essere applicati anche in presenza di ADHD, sindrome di Down, disabilità intellettiva, ritardi dello sviluppo e altre condizioni, per insegnare nuove competenze, favorire le autonomie e intervenire sui comportamenti che compromettono il benessere e la vita quotidiana.

Come disciplina, l’ABA trova applicazione anche nei settori dell’educazione, della salute, dello sport, della sicurezza sul lavoro, della sostenibilità, della gestione delle organizzazioni e del benessere animale. Nella mia attività professionale mi occupo prevalentemente di autismo e altri disturbi del neurosviluppo.

Gli interventi sono rivolti a bambini, adolescenti e adulti con diagnosi di autismo o altri disturbi del neurosviluppo. Il mio lavoro comprende anche attività di parent training, consulenza, formazione e supervisione rivolte a genitori e caregiver, insegnanti, Tecnici del Comportamento, educatori e professionisti del territorio, per favorire modalità di intervento condivise nei diversi contesti di vita.

Sì. Mi occupo degli aspetti comportamentali della selettività e delle altre difficoltà alimentari nell’ambito di una presa in carico multidisciplinare. Il percorso considera gli aspetti medici, nutrizionali, sensoriali, oro-motori e relativi alla deglutizione, attraverso la collaborazione con i professionisti competenti del territorio. Il mio intervento comprende osservazione delle routine del pasto, valutazione comportamentale, definizione degli obiettivi, parent training e monitoraggio dei progressi.

No. Svolgo la mia attività professionale a Gela, Caltagirone, Agrigento, San Cataldo e Sommatino e, su richiesta, anche in altre località della Sicilia. La disponibilità e le modalità di intervento vengono valutate in base al servizio richiesto.

Quando possibile e necessario, nei contesti in cui le abilità o le difficoltà si manifestano: casa, scuola, centro educativo o altri ambienti di vita. Le collaborazioni con le cooperative del territorio permettono inoltre di operare presso i loro spazi.

Con un primo colloquio, che serve a comprendere le esigenze della famiglia e a valutare l’appropriatezza della presa in carico. Se si decide di proseguire, viene svolta un’intervista approfondita con i genitori o caregiver per individuare le priorità e definire gli obiettivi.

Hai ancora un dubbio?

Se non hai trovato la risposta che cercavi, scrivimi pure: rispondo personalmente.

Scrivimi